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La Stagione degli Inganni
Libertà e Democrazia nell'Estate del 2009
di Noam Chomsky - Traduzione: Bernardino Tolomei
 

Come viene riportato, tra altre cose, nell'articolo che segue, il governo Israeliano ha commesso poco più di un mese fa un atto di pirateria e di violenza nei confronti di un movimento per i diritti umani. Abbiamo sentito levarsi voci di condanna, o almeno di critica in Italia o in generale nel democratico occidente?

Immaginiamo che la marina iraniana abbia sequestrato una nave occidentale che, per di più, portava aiuti umanitari ad una popolazione colpita. Pensiamo al coro internazionale di lamenti e minacce che si leverebbe contro il "regime" iraniano.

Mi guardo bene dal difendere un governo controllato da fanatici religiosi che, come tutti i fanatici, siano vescovi cattolici, predicatori evangelisti, rabbini, imam o lama, ignorano anche solo il significato di tolleranza e liberalismo. Ma è certo che finché noi occidentali useremo due pesi e due misure per giudicare noi stessi o i nostri amici e quelli che ci fa comodo elencare tra i "cattivi", finché non riconosciamo che tra gli "stati canaglia" ci siamo per primi noi stessi, "loro" ci odieranno sempre troppo poco.

Noam Chomsky , figlio di un ebreo ucraino, ama gli Stati Uniti e ha vissuto in un kibbutz israeliano, ma questo non gli impedisce di chiamare un crimine col suo nome, anche e soprattutto se a farlo siamo "noi".

Bernardino Tolomei

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Si potrebbe dire che la "democrazia guidata" iraniana ha delle analogie strutturali con gli Stati Uniti, dove le elezioni sono abbondantemente comprate e i candidati e i programmi sono "supervisionati" dalle concentrazioni di capitali. Ne abbiamo un esempio lampante proprio adesso: è difficile negare che il sistema sanitario americano sia una priorità assoluta per l'opinione pubblica, che è da lungo tempo favorevole ad un servizio sanitario pubblico (proposta che non è mai stata messa all'ordine del giorno a causa del veto del potere privato). Ora il Congresso, mostrando di aderire in parte alla volontà popolare, sta discutendo se permettere la competizione tra una un'alternativa pubblica e le assicurazioni private, proposta che gode di un'enorme favore tra i cittadini. L'opposizione, che si presenta come la paladina del libero mercato, ribatte che la proposta sarebbe scorretta nei confronti del settore privato, che non sarebbe in grado di competere con sistema pubblico più efficiente. Anche se un po' bizzarra, l'affermazione è fondata: come rileva l'economista Dean Baker, "Sappiamo che le assicurazioni private non possono competere perché lo abbiamo già sperimentato col programma Medicare. Quando i privati hanno dovuto competere alla pari con il programma governativo tradizionale sono stati praticamente espulsi dal mercato". Con un programma governativo i risparmi sarebbero anche maggiori se, come in altri paesi, il governo potesse contrattare i prezzi con le ditte farmaceutiche, una proposta condivisa dall'85% della popolazione, eppure esclusa dall'ordine del giorno. "Se il Congresso non creerà un serio programma pubblico," scrive Baker, gli americani "possono aspettarsi di venire travolti dal più grande aumento delle tasse nella storia del mondo, che andrà tutto a finire nelle tasche dell'industria della salute". E' un risultato probabile, ancora una volta nella versione americana della "democrazia guidata". E non è il solo esempio.


Quando pensiamo alle elezioni non dovremmo dimenticare le sole "libere e regolari" elezioni del Medio Oriente, quelle del gennaio 2006 in Palestina, alle quali gli USA e i loro alleati reagirono subito con una dura condanna per la popolazione che aveva votato "nel modo sbagliato". Gli argomenti addotti erano risibili ma non ci fu neanche un'increspatura sul mare di lodi per i "nobili sforzi di Washington di diffondere la democrazia nel mondo musulmano". Una notevole prova di sottomissione all'autorità.


Non meno significativa è la prontezza nel convenire che Israele è nel giusto quando sottopone Gaza ad un duro e distruttivo assedio, aggredendola con spietata violenza, usando armamenti e supporto diplomatico americani, come ha fatto lo scorso inverno. Naturalmente c'è un pretesto, "il diritto all'autodifesa", pretesto accettato quasi integralmente in occidente anche se l'intervento israeliano è talvolta criticato come "sproporzionato". E' un atteggiamento interessante, dato che questo pretesto crolla alla più superficiale delle analisi. In questione è il diritto di usare la forza per l'autodifesa: uno stato ha questo diritto solo quando ha esaurito tutti i mezzi pacifici. In questo caso Israele ha semplicemente rifiutato di usare quei mezzi pacifici che erano facilmente disponibili. Di tutto questo è stato discusso ampiamente, ed è inutile ridiscuterne qui i vari aspetti.


Contando ancora sull'impunità di cui gode come paese satellite degli USA, Israele ha chiuso il giugno 2009 aggravando l'assedio con uno sfrontato atto di pirateria. Il 30 giugno la marina israeliana ha sequestrato la nave Spirit of Humanity del movimento Free Gaza, in acque internazionali, a quanto hanno detto i passeggeri, e l'hanno portata a forza nel porto israeliano di Ashdod. La nave era salpata da Cipro, dove il carico era stato ispezionato: era composto di medicinali, materiali per la ricostruzione e giocattoli. Tra gli attivisti per i diritti civili c'erano il Nobel Mairead Maguire e l'ex deputato Cynthia McKinney, che è stata mandata alla prigione israeliana di Ramleh, a quanto pare senza che una sola parola sia stata pronunciata dall'amministrazione Obama. Questo crimine non ha suscitato neanche uno sbadiglio, a ragione, potremmo dire, visto che Israele ha dirottato per decenni navi che viaggiavano tra Cipro e il Libano, sequestrando e talvolta uccidendo dei passeggeri, o mandandoli in prigioni israeliane senza specifiche imputazioni, ad unirsi a migliaia di altri tenuti in alcuni casi in ostaggio per molti anni. Quindi perché disturbarsi a riferire quest'ultimo oltraggio da parte di uno stato canaglia e del suo protettore, per i quali la legge è utile nei discorsi celebrativi del 4 luglio, o come arma contro i nemici?


I sequestri israeliani sono crimini molto peggiori di quelli compiuti dai somali, portati alla pirateria dalla povertà e dalla disperazione, e dalla distruzione delle loro zone di pesca per le rapine e lo scarico di rifiuti tossici (per non parlare della distruzione della loro economia da parte di un'operazione antiterrorismo di Bush che è stata riconosciuta fraudolenta, e di un'invasione dell'Etiopia spalleggiata dagli Stati Uniti).


Il sequestro israeliano è anche una violazione di una Convenzione Internazionale del marzo 1988 sulla sicurezza della navigazione marittima, tra i cui firmatari ci sono gli USA, che sono quindi tenuti a farla rispettare. Israele non è tra i firmatari, il che naturalmente non mitiga affatto il crimine, né l'obbligo di far rispettare la Convenzione a chi la viola. Il fatto che Israele non l'abbia firmata è particolarmente interessante, dato che la Convenzione fu ispirata in parte dal sequestro dell'Achille Lauro nel 1985. Quel crimine è giudicato da Israele e dall'occidente tra le peggiori atrocità del terrorismo, diversamente dal bombardamento israeliano di Tunisi, con l'appoggio americano, di una settimana prima, che uccise 75 persone, come al solito senza alcun valido pretesto, ma come al solito coperto dalla garanzia di impunità per gli Stati Uniti e i suoi satelliti.


E' possibile che Israele non abbia aderito alla Convenzione proprio a causa della sua allora costante pratica di sequestrare navi in acque internazionali. Meriterebbe un approfondimento sulla sua connessione col sequestro dello scorso giugno anche il fatto che, fin dal 2000, dopo la scoperta di riserve apparentemente cospicue di gas naturale nelle acque territoriali di Gaza da parte della British Gas, Israele ha costantemente sospinto i pescherecci palestinesi verso riva, spesso con la violenza, danneggiando un'attività vitale per Gaza. Intanto Israele ha iniziato delle trattative con la British Gas per ottenere gas da questi giacimenti, rubando così le magre risorse di una popolazione che sta opprimendo spietatamente.

 
Fonte: chomsky.info (http://www.chomsky.info/articles/20090709.htm) 9.7.2009
 
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