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Obama o Non Obama?
 
Antologia sul neo-presidente americano da varie fonti di informazione
 
a cura di Bernardino Tolomei
 

Venerdì 23 gennaio, di prima mattina, un aereo spia americano ha ucciso almeno 15 persone in Pakistan, vicino alla frontiera afgana. E' stata il primo sangue versato da Obama e la prima violazione della sovranità del Pakistan fatta dalla nuova amministrazione. Forse questo attacco è un segnale che per questa settimana il nuovo presidente non intende modificare la Guerra al Terrore, e neanche per la prossima.

Joshua Frank, 27.1.2009, counterpunch.org.

Per Amnesty International, l'emanazione dei provvedimenti esecutivi ha segnato un momento storico: dopo molti anni di violazioni dei diritti umani, finalmente gli Usa hanno iniziato a correggere i crimini commessi nella loro "guerra al terrore".

Tuttavia Amnesty International continua a essere preoccupata: gli ordini hanno fatto riferimento all'Army Field Manual, il manuale operativo contenente disposizioni che, secondo l'organizzazione per i diritti umani, non è compatibile con il divieto assoluto di tortura e altri maltrattamenti imposto dal diritto internazionale.

[...] Amnesty International chiede al presidente Obama di fare altri passi importanti e necessari come portare innanzi alla giustizia tutti i responsabili dell'approvazione e dell'esecuzione di violazioni dei diritti umani, quali la tortura, le sparizioni e le detenzioni illegali e istituire una commissione indipendente di inchiesta che si occupi delle violazioni dei diritti umani commesse dagli Usa nel contesto della "guerra al terrore". appello del

Amnesty International 26.1.2009


Di tutte le belle frasi dette da Obama nel suo discorso di inaugurazione, sono queste le parole che mi hanno colpito di più: "Voi siete dalla parte sbagliata della storia".

Parlava dei regimi dittatoriali. Ma anche noi [israeliani] dovremmo meditare su queste parole.

Obama parlava come un uomo del XXI secolo: i nostri leader parlano il linguaggio del XIX secolo. Sembrano i dinosauri che terrorizzavano i loro vicini, e non capivano che il loro tempo era già passato.

Uri Avnery, 26.1.2009, counterpunch.org.


PRESS TV: Alcuni sono ottimisti sul ruolo di George Mitchell come inviato in Medio Oriente. Poi c'è Richard Holbroke. Abbiamo parlato con l'ex ministro degli esteri bosniaco, che ha quasi indicato in lui un responsabile del via libera al massacro di Srebrenica. Poi c'è Dennis Ross, che delle voci indicano come probabile inviato in Iran.

CHOMSKY: Holbroke ha avuto una parte abbastanza terribile, non tanto in Jugoslavia, quanto prima, per esempio nelle atrocità indonesiane a Timor Est, dove era il funzionario responsabile. George Mitchell, dei vari incaricati, diciamo che è il migliore. Ha un curriculum abbastanza decente. Ha ottenuto qualcosa in Irlanda del Nord.

[...] PRESS TV: Hillary Clinton ha fatto la famosa affermazione di essere pronta a cancellare l'intero Iran e uccidere 70 milioni di cittadini. Sull'Iraq e l'Iran vede dei cambiamenti?

CHOMSKY: ... Nel caso dell'Iran le affermazioni di Obama non sono così incendiarie come quelle della Clinton, ma alla fine si equivalgono. Lui ha detto che tutte le opzioni sono aperte. Be', cosa vuol dire tutte le opzioni? Presumibilmente è compresa anche una guerra nucleare, anche quella è un'opzione.

Non abbiamo indicazioni che voglia muoversi nel senso in cui vorrebbe il popolo americano. La stragrande maggioranza degli americani è stata per anni in favore del movimento del non-allineamento, del fatto che l'Iran avesse gli stessi diritti dei firmatari del trattato di non-proliferazione, cioè di sviluppare energia nucleare.

Intervista di Press TV a Noam Chomsky, 24.1.2009, Presstv.ir


James Petras ha esaminato gli incarichi di politica estera di Obama, ed ha trovato la più vasta raccolta di militaristi sionisti al di fuori del partito di estrema destra israeliano di Avigdor Lieberman.

[...] Gli incarichi economici sono altrettanto scoraggianti. Obama ha scelto come segretario al Tesoro Timothy Geithner, l'uomo che aiutò il segretario al Tesoro di Bush, Hank Paulson, ad organizzare la rapina di 700 miliardi di dollari a danno dei contribuenti americani, soldi regalati ai banchieri corsari che avevano distrutto le pensioni, il lavoro e la copertura sanitaria degli americani.

[...] Altrettanto deprimente è il National Economic Council, il cui capo è il segretario al Tesoro di Clinton, Larry Summers, il quale di recente ha dichiarato di non aver avuto nessun sentore che si potesse essere colpiti da una crisi. Perché Obama ha affidato l'incarico ad una persona così sprovveduta?

Come vicedirettore di Summers, Obama ha nominato Diana Farrell, autrice di uno studio fasullo che pretendeva che il dislocamento delle imprese americane all'estero fosse una manna per gli americani.

Paul Craig Roberts, 2.2.2009, informationclearinghouse.info


Obama ha già cominciato a chiedere ripetutamente e spudoratamente alla gente di questo paese di fare "sacrifici", come se la gente comune non avesse già fatto degli enormi, estenuanti sacrifici. Perché non far fare all'élite dei sostenitori di Obama, quelli della Lockheed, della Goldman Saks, delle società assicuratrici e bancarie, qualche significativo e doloroso sacrificio? Perché non ribaltare il criminale salvataggio delle grandi corporation (salvataggio governativo sostenuto con entusiasmo da Obama) e dare quei miliardi e miliardi di dollari alla gente comune, senza limitazioni? Perché non smettere immediatamente tutte le guerre diaggressione degli USA, e riportare a casa i nostri uomini e le nostre donne in uniforme, ORA, senza limitazioni?

[...] Barack Obama, pur essendo il primo uomo di paglia "presidenziale" afro-americano dell'Impero, costituisce di fatto l'ultima speranza di continuare l'egemonia internazionale americana sotto la maschera della democrazia e della giustizia all'interno e all'estero [...] E' un consapevole, volonteroso e potente strumento dell'élite di potere, e lo si dovrebbe capire e trattare come tale. Non è né progressista né di sinistra o socialista, è un opportunista cinico e un politico astuto, che riveste di ostentata e ampollosa retorica "progressista" il suo linguaggio ambiguo

Larry Pinkney, 29.1.2009, blackcommentator.com


[...] Anche se Obama ha ottenuto più o meno quello che aveva chiesto, quasi certamente non aveva chiesto abbastanza. Probabilmente siamo di fronte al peggior tracolla dalla Grande Depressione[...] e 800 miliardi di dollari, anche se sembrano tanti soldi, non sono neanche lontanamente sufficienti a colmare il buco.

Paul Krugman, 12.2.2009, The New York Times

 
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