<%@LANGUAGE="VBSCRIPT" CODEPAGE="1252"%> emilia romagna, voto, lega, giovanni tizian
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La paura s’impadronisce dell’Emilia Romagna, sempre più giovani scelgono la Lega.

di Giovanni Tizian

 

Da sempre terra rossa e solidale, incline all’accoglienza e al sostegno dei più bisognosi, da questa tornata elettorale l’Emilia Romagna esce mutata almeno per quel che riguarda la sua aurea di terra generosa dove migranti senza patria ne soldi, ma con in testa un torrente di sogni, riuscivano a vivere dignitosamente senza discriminazioni. Da tempo anch’essa è attraversata e percossa dal vento xenofobo decisamente favorevole al partito che sull’intolleranza becera e sul razzismo spregevole ha costruito un forte consenso intorno a se: la Lega Nord. E ora che anche molti degli emigranti meridionali, scappati dalla disperazione e accolti nel benessere dell’Emilia Romagna, assieme ai loro giovani figli elargiscono voti alle camice verdi la cosa non può lasciarci indifferenti.

Illustrando i dati di alcune provincie emiliano romagnole è possibile comprendere fino a che punto i post fasci- leghisti abbiano sfondato le barricate delle provincie tra le più rosse d’Italia e forse d’Europa. Modena: alla provincia la Lega ha totalizzato il 14,58% dei consensi, rispetto al 5,58% del 2004. Alle comunali col proprio sindaco il 10,99%. Tantissimo se consideriamo il dato delle amministrative del 2004 pari al 3% e quello delle politiche, in provincia di Modena, di circa l’8%. Una corsa inarrestabile che cavalca la percezione dell’insicurezza da parte dei cittadini e le paure nei confronti dei migranti, un successo politico frutto della coniugazione sicurezza- immigrazione- criminalità creata ad hoc dalle camice verdi, dai post fascisti e sfruttata abbondantemente un po’ da tutti coloro che si definiscono liberali.

Reggio Emilia: alle comunali la Lega ha ottenuto il 15,98 presentando un proprio candidato sindaco e superando addirittura la lista del Pdl. Alle amministrative precedenti il partito del carroccio aveva totalizzato il 3,58%. Alle ultime elezioni provinciali i leghisti hanno ottenuto il 15,04% rispetto al 4, 58 delle scorse elezioni provinciali.

Forlì: Al comune gli adepti di Bossi hanno raccolto il 9,40% dei consensi rispetto all’1,43 del 2004, rappresenta una vittoria a tutti gli effetti. Per la provincia di Forlì e Cesena dove la Lega aveva un suo candidato a presidente i voti ottenuti sono stati l’11,7% rispetto al 2,62% del 2004.

Rimini: qui si è votato solo per il rinnovo della Provincia, la Lega ha ottenuto il 9,09% rispetto al 2,45% del 2004.

Piacenza: 17,23 è la percentuale ottenuta dalla Lega alle provinciali rispetto al 7,44% del 2004, rappresenta un balzo in avanti considerevole e preoccupante.

Parma: per la Provincia la Lega correva insieme al Pdl ottenendo il 14,64% dei consensi rispetto ad un 5,34 % del 2004. Ferrara e Bologna rappresentano le uniche eccezioni di un area ormai piegata alla voglia di “securitas “, una sicurezza che vuole il mafioso accettato socialmente e il migrante criminale, lo sfruttato carnefice e lo sfruttatore impunito.

Alle comunali di Ferrara la Lega si è attestata al 6,96 % rispetto all’1,75 % del 2004. In provincia ha totalizzato il 10,18% rispetto al 3,56% del 2004.

Bologna: in comune la Lega correva col Pdl, ha totalizzato il 3,14% che però rispetto allo 0,52 del 2004 non lascia ben sperare. In provincia l’8,16 rispetto al 2,41% del 2004. E infine un dato di un piccolo comune delle montagne modenesi, un luogo dove riposa ed è custodita la memoria della lotta partigiana, un comune che fu la prima repubblica partigiana: Montefiorino. Qui alle provinciali la Lega ha toccato quota 24,84% rispetto al 2004 bloccata all’8,59%. Un segno del tempo che cambia, dell’oblio che divora e cancella l’utopia di una società di uguali diritti per tutti. È superfluo ogni genere di commento.

I numeri parlano da soli. La ricerca delle cause di questa invasione verde, di questa contaminazione leghista in luoghi apparentemente aperti al dialogo è da ricercare nella sempre maggiore chiusura delle nostre comunità rispetto a ciò che ci appare diverso da noi, ma che poi tanto differente non è, nella paralizzante e angosciante fobia di perdere le proprietà o di vederle invase da sconosciuti, nel razzismo dilagante, nella pesantezza del pensiero razionale, più complesso rispetto all’agire istintivo di pancia agito dalle forze della destra, dalla lega e ormai sempre più da tutti i partiti parlamentari.

Alla luce di questo quadro desolante, in cui i valori di solidarietà vengono messi in disparte a vincere sono gli egoismi dei singoli che ubriacati dalle paure indotte recitano la grande fiction della vita sul palco delle società globalizzate sempre più atomizzate. L’affermazione della Lega è la vittoria della semplificazione, della risoluzione dei fenomeni complessi con semplici aut aut. E’ la vittoria dell’esclusione sociale. Vinca il più forte, quindi! Direbbero i padroni degli schiavi osservando dalle loro poltrone la guerra tra poveri in atto, cominciata da tempo, ma che a questo punto è destinata ad acuirsi.

 

 
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