<%@LANGUAGE="VBSCRIPT" CODEPAGE="1252"%> referendum guzzetta, legge elettorale, beppe grillo, PD, democrazialegalita.it
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Gli effetti dei referendum Guzzetta *
 

di redazione

 
cosa NON fanno i referenda Guzzetta:
 
NON ripristinano le preferenze;
 
NON eliminano gli sbarramenti;
 
NON ripristinano alcuna scelta per i cittadini;
 
NON abrogano affatto la legge elettorale attuale;
 
NON assicurano nessuna parte di democrazia in più;
 
NON eliminano il premio di maggioranza;
 

NON intaccano in alcun modo la "casta".

 
Cosa FANNO:
 

VIETANO le coalizioni. Impediscono a due più partiti di coalizzarsi tra loro.
 
REGALANO il premio di maggioranza (il 55% dei seggi minimo) ad un solo partito, quello che prende più voti degli altri, anche se la sua percentuale è bassissima, esattamente come fece la Legge Acerbo che assicurò al fascismo il controllo della Camera.
 
Cosa sarebbe successo se tali norme fossero state in vigore negli ultimi 15 anni?
 



Nel 1994: avrebbe vinto Forza Italia, assicurandosi da sola il 55% dei seggi, invece del 16% che ottennne. Il che significa che non ci sarebbe stato il voto di sfiducia della lega...

Nel 1996: ammesso che le elezioni ci fossero state, visto che Berlusconi non sarebbe caduto precedentemente, avrebbero vinto i DS, (ma senza Prodi, che era candidato con l'Ulivo), attribuendosi il 55% dei seggi alle Camere.

Nel 2001: avrebbe vinto da sola Forza Italia, conquistando il 55% dei seggi.

Nel 2006: alla Camera, avrebbe vinto l'Unione (ammesso che si fosse presentata unita, in un sistema che VIETA le coalizioni), mentre al Senato avrebbe vinto Forza Itala, conquistandone il 55% dei segggi. Ma visto, appunto, che il referendum Guzzetta vieta le coalizioni, è da presumere che Forza Italia avrebbe vinto anche alla Camera.

Nel 2008: il PDL avrebbe ottenuto il 55% dei seggi sia alla Camera che al Senato. Se esso non si fosse formato, con ogni probabilità avrebbe vinto Forza Italia.

RIMANENDO SOLO IL 45% DEI SEGGI DA SPARTIRSI TRA TUTTI GLI ALTRI PARTITI (DI DESTRA, DI CENTRO, E DI SINISTRA) E' ALTAMENTE PROBABILE CHE RIFONDAZIONE, COMUNISTI ITALIANI, ITALIA DEI VALORI, RADICALI ED ALTRI SAREBBERO STATI ESCLUSI DAL PARLAMENTO IN OGNI TORNATA ELETTORALE.
INCERTO IL DESTINO DELLA LEGA (CHE PROBABILMENTE AVREBBE OTTENUTO QUALCHE SEGGIO AL SENATO) E DELL'UDC.

aggiornamento: su richiesta di un lettore (Davide Gatto) che ci chiedeva il dettaglio delle ipotesi elettorali (ricordiamolo, sono sempre e solo ipotesi!) del 2006 e del 2008 al Senato, che si elegge su base regionale, abbiamo effettuato calcoli più precisi. I risultati sono stati i seguenti.

abbiamo rifatto il calcolo regione per regione con i dati del 2006. Nonostante la ripartizione regionale, il risultato che avevamo indicato nel nostro articolo risulta corretto.
In particolare, Forza Italia risulta essere stato il partito più votato in:
Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Liguria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. Tenendo conto dei seggi senatoriali spettanti ad ogni regione, a Forza Italia sarebbero andati , invece dei 78 senatori che effettivamente ottenne, 173 eletti. In percentuale, 173 su 315 (il totale dei senatori) èil 54,92%.

Che possiamo, con buona approssimazione, definire il 55%.

 

In base ai voti riportati nel 2008, (qui il calcolo è più complesso per le nuove aggregazioni politiche) regione per regione, il PDL avrebbe conquistato MINIMO 150 seggi ( ma proprio minimo! Massimo ne avrebbe conquistati circa 170-173) a fronte dei 147 che ha oggi.

 

* ci riferiamo ai primi due quesiti. Il terzo, peraltro per noi condivisibile, impedisce ad un candidato di presentarsi in più circoscrizioni.

 
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