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Il tempo delle scimmie sta per scadere
 

di Vittorio Melandri

 
La frase che segue, è di Lyon e Corner, citati da Manuel Castells, nel  libro –La nascita della società in rete- “(…)Noi umani ci siamo evoluti sul piano intellettuale al punto che, relativamente presto, saremo in grado di comprendere la composizione, la funzione e la dinamica del genoma in gran parte della sua intimidatoria complessità. Ma a livello emotivo siamo ancora scimmie (….)”. 

Non occorre davvero possedere “strumenti” d’indagine molto sofisticati, per convenire con simile affermazione, basta a ciascuno di noi fare ricorso alla quotidiana esperienza di relazione, per poter dimostrare a noi stessi, la veridicità della tesi su esposta.

Come “agglomerati di atomi di carbonio” che camminano, (anche questo, siamo noi essere umani), ormai da milioni di anni trasformatori di energia, siamo stati capaci di leggere nell’universo che ci circonda, (prima Einstein, oggi anche uno “stupido” come me), che: E=mc².  Come si combinano insieme intelligenza e stupidità (componenti inseparabili dell’emotività), rimane ancora però un mistero, mistero che i più stupidi di noi (segnati con i gradi che “per convenzione”, ovviamente, sono di/de-signati da quelli sedicenti più intelligenti), ritengono risolvibile con i quiz quando va bene, e con la forza, quando va male.

L’esperienza ci dice che non c’è acqua se non c’è l’unione di due atomi di idrogeno con un atomo di ossigeno, H2O; la stessa esperienza ci suggerisce ogni giorno, che intelligenza e stupidità non camminano mai separate l’una dall’altra, ma siccome in questo caso nessuna formula ci aiuta a riconoscere come sono combinate insieme, dimentichiamo la lezione di Galileo sulla esperienza empirica, e ci illudiamo che gli stupidi siano solo stupidi, e gli intelligenti solo intelligenti, (presunto “assioma” da cui si fanno discendere alcune varianti: i “negri” solo “negri”, gli islamici solo islamici, ma noi bianchi, ed anche qualche colorato se cattolico, solo intelligenti, sempre che non sia comunista o in subordine ancora socialista di sinistra).

 

 Questo troppo spesso, impedisce che  ciascuno di noi sia dedito alla prima vigilanza (oggi si può anche dire alla prima “ronda”) che servirebbe, quella rivolta verso se stessi, e di fatto impedisce che la quota di stupidità che (ahimè) compete a tutti, non abbia il sopravvento prima sull’intelligenza nostra, e poi su quella degli altri nostri simili.  Ancora la realtà ci dice che perseguiamo e ci accontentiamo del nostro semplice sopravvento sull’altro da noi, che sia sopravvento dolce (riservato a parenti e amici) o amaro (riservato a parenti amici e nemici) non fa differenza, e non ci si cura per nulla che sia almeno frutto del pre-sopravvento dell’intelligenza sulla stupidità. Questo atteggiamento “alla lunga” si sta rivelando suicida.  Ci culliamo però nell’illusione che “alla lunga”, o “all’infinito”, siano due espressioni dal significato coincidente, direi proprio come fossero termini sinonimi.

 

Proviamo a riflettere invece su questo esempio: la terra è molto grande, se volessimo coprirla tutta con un mantello occorrerebbero molti anni per tesserlo per intero. Proviamo ad immaginare di produrne ogni anno, una quantità doppia rispetto all’anno precedente, (l’esperienza e la tecnologia ci dicono che è possibile), il primo anno l’equivalente di 1, e poi via di seguito 2, 4, 8, 16, 32, 64, 128, 256, 512, 1024, 2048…… arriveremmo all’equivalente di 2048, in soli 12 anni, ma per quanti anni siano necessari ad arrivare a farne la metà del totale necessario, succederà comunque che poi, in un solo anno si completerà l’opera!

Ed è chiaro che arrivati a metà dell’opera, un solo anno rimasto sarà a quel punto insufficiente per fare marcia indietro.

 L’esempio vale, applicato all’opera di distruzione dell’ambiente che, sicuramente non per merito nostro, ci ospita. Sia frutto del caso, o sia opera di un “Costruttore”, noi comunque lo stiamo distruggendo.   È un’opera di distruzione che si regge sulla nostra emotività, cioè sulla miscela intelligenza/stupidità, che ci governa, e sulla sua più evidente conseguenza, la potente volontà di “sopravvento” che ci muove.  Per portare questa potente volontà, sotto il controllo dell’intelligenza, prima dobbiamo lavorare per favorire il “sopravvento” della nostra intelligenza sulla nostra stupidità. Confidando, questa è la scommessa che ci attende come specie, che la capacità di “intendere e farsi intendere dagli altri”, una volta avuto il sopravvento sullo “stato di torpore”, possa bastare a invertire la rotta.

Ma come detto il tempo utile in cui possa ancora aver senso invertire la rotta, continua a diminuire.  Esplodere è un verbo che esiste da prima che fosse scoperta la polvere da sparo, deriva dal latino explodĕre «cacciar via battendo», comp. di ex- e plodĕre, che nella forma classica plaudĕre, rimandava come è facile intuire a «battere due corpi insieme in modo da produrre uno scoppio»,  cioè applaudire, dato che i due corpi che più facilmente si potevano battere insieme, erano, e sono in verità ancora, le mani.  In realtà da quando Albert Einstein, nel 1905, propose prima a sé stesso e poi al mondo la formula E=mc², si sono create le condizioni per “cacciar via battendo”, da una piccola quantità di materia, (la massa, m, della formula), una enorme quantità di energia, (la E, della formula).  

Piccola quantità di materia, grande quantità di energia, è combinazione che sta racchiusa nel fatto che in natura (prima che nella testa di Einstein)  ad unire le due grandezze, è un numero enorme, quella velocità della luce, 300 mila Km/s, che elevato al quadrato, c², diventa ancora più grande, e che anche quando moltiplicatore di un numero piccolo, trasforma anch’esso, in un numero grandissimo, e quindi: piccola quantità di materia, grande quantità di energia.  

L’energia, è da sempre fonte primaria di vita, potremmo dire, senza nessuna offesa qui per i credenti, che vita ed energia coincidono.  Da poco meno di cento anni, disponiamo delle basi teoriche necessarie, per ricavarne quantità sufficienti per tutti, da piccole porzioni di materia; non solo, siccome è stato dimostrato che la formula spiega anche la produzione di energia ad opera del sole, e che quest’ultima è misurabile in un ordine di grandezza ancora più grande, è oggi davvero possibile affermare che c’è energia disponibile per tutti.  Siccome però “emotivamente” siamo ancora scimmie, le basi teoriche di cui sopra, negli ultimi 100 anni e passa, sono state utilizzate, anziché per rendere disponibile a tutti tutta l’energia che c’è, per produrre armi utili a controllare “poca” energia ad opera dai pochi “intelligenti stupidi” che governano il mondo.  

Fonte National Geographic Italia: “Tra le eredità della cosiddetta era atomica”, anziché più energia disponibile, “figurano 47 mila tonnellate di combustibile spento proveniente dai reattori commerciali, militari e di ricerca, nonché 344 milioni di litri di rifiuti radioattivi.”  Le Mafie, organizzazioni fra le più stupide di tutte (da cui oggi molti governi anche democratici sono bellamente ricattati), stanno pensando di lucrare sullo “smaltimento” di simili “tesori”, intanto che i grandi della terra, che le dovrebbero combattere, fanno invece “guerre umanitarie”, (alcune costruite in appositi laboratori)  per i “vecchi” diritti di passaggio di oleodotti e metanodotti.  Chi prova a sostenere che l’alternativa non è fra le città al buio o le guerre “umanitarie” inevitabili, ma - fra l’appropriazione di “poca” energia da parte di “pochi”, o la distribuzione a tutti, della moltissima energia disponibile che c’è-, viene “censurato” in ogni modo, perché siccome viviamo ancora sul “pianeta delle scimmie”, la ricchezza ha bisogno della la povertà che la distingue, non basta il dominio della propria intelligenza sulla propria stupidità: di gran lunga meglio “il mio dominio” sugli altri, non importa come conquistato.

 Tutto si confonde sul pianeta delle scimmie, libertà, liberalità, liberismo, liberi  liberali e liberal, e si sperpera senza soluzione di continuità quel patrimonio di energia contenuto nella triade che ci ha lasciato in eredità l’illuminismo: libertà uguaglianza fraternità. 

Una sola cosa è sempre più chiara: il tempo delle scimmie sta per scadere.

 

 
 
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