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Ho letto l'articolo di Melandri, qua sotto, e quello di Sartori (linkato al suo interno). Vorrei ricordare che suo tempo ho insistito con Sabina Guzzanti, minacciata di querela, perchè le dichiarazioni di Violante vivessero nel suo bellissimo "Viva Zapatero" e ho rotto i rapporti con gli editori Riuniti perchè ho preteso che quelle stesse dichiarazioni fossero stampate sulla copertina del mio libro "Il Topino intrappolato", con tutte le conseguenze del caso: il licenziamento anticipato dal Parlamento e il ritiro a vita quasi privata.
Sembra un secolo, anche se sono passati pochi anni. Nel Topino, poi, è descritta nei particolari la vicenda parlamentare del conflitto di interessi alla quale Sartori accenna sul Corriere. Avevo già imparato da molto tempo che esistono due forme di opposizione: una urlata a suon di improperi che non spaventa nessuno, ma assicura ribalte televisive, poltrone nel governo e in parlamento, lasciando il tempo che trova,e l'altra, fatta nel merito, con competenza e senza compromessi, che preoccupa e induce chi ha il potere di farlo a eliminare l'avversario, non importa se del suo stesso schieramento. La mia esperienza parlamentare di una sola legislatura me l'ha confermato al di là di ogni ragioinevole dubbio. Elio Veltri
Perché Berlusconi è al potere, e a chi dobbiamo il favore
di Vittorio Melandri
(…e come mai il Corriere della Sera ce lo spiega solo oggi?)
“L’on. Berlusconi sa per certo gli è stata data la garanzia piena, non adesso nel 1994 che non sarebbero state toccate le televisioni quando ci fu il cambio di governo, e lo sa lui e lo sa l’on. Letta e lo sa l’on. Letta, comunque a parte questo la questione qui è un’altra, voi ci avete accusato di regime nonostante ripeto non avessimo fatto il conflitto d’interessi avessimo dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni avessimo aumentato (brevissima pausa) durante il centrosinistra il fatturato di Mediaset è aumentato di venticinque volte …”.
Il “detto” sopra esposto risale al 28 febbraio 2002, fu infatti in quel giorno, durante la Seduta n. 106 della Camera dei Deputati, sotto la presidenza del Presidente Pier Ferdinando Casini che alle 14,20 alla ripresa dei lavori dedicati alle dichiarazioni di voto finale sull’Atto della Camera - A.C. 1707 – (Disegno di legge - Conflitti di interessi) che l’On. Luciano Violante, allora capogruppo appunto alla Camera del partito dei DS, pronunciò fra le altre codeste parole.
(Dove l’uso di “codeste”, vuole collocare le parole di cui sopra lontane da me che scrivo, lontane da chi mi legge, e solo vicine a chi, senza vergogna le ha pronunciate).
Dopo più di sei anni dall’accaduto, dopo che le parole di Violante sono state proposte da Sabina Guzzanti nel suo “Viva Zapatero”, e dopo che in tanti le abbiamo ascoltate e “viste” su internet -YouTube, oggi 13 marzo dell’anno di grazia 2009, chissà perché, il “detto” è comparso d’improvviso sulla prima pagina del Corriere della Seraper l’autorevolissima firma del prof. Giovanni Sartori.“… la sinistra poteva benissimo approvare, tra il 1995 e il 1998, una legge che invece bloccava Berlusconi. Non l’ha fatto. Il testo c’era (steso dal senatore Passigli), era ben disegnato e fu approvato dal Senato nel 1995. Decadde per lo scioglimento anticipato della legislatura, ma fu subito ripresentato dal centrosinistra nel 1996. Dopodiché niente. Niente anche se allora esisteva una sicura maggioranza (ci stava anche la Lega) per vararlo. Non avevo mai capito, confesso, questa stupefacente inazione.L’arcano è stato poi inopinatamente svelato da Violante, che nel 2002 era capogruppo Ds a Montecitorio, con questa dichiarazione: nel 1994 a Berlusconi «è stata data la garanzia piena che non gli sarebbero state toccate le televisioni ». Garanzia da chi? I sospetti possono soltanto convergere su D’Alema, a quel tempo segretario del Pds. (Per la precisione, la citazione è del Corriere del 1˚Marzo 2002; e lo stesso si legge su La Repubblica). Dunque l’inerzia della XIII legislatura è oramai spiegata; resta però da spiegare come mai D’Alema (o se no chi?) abbia condannato la sinistra a restare a terra «senza voce».”
Approfittando del “varco” aperto dal prof. Sartori, vorrei attirare l’attenzione di chi mi legge, non tanto sulla parte della questione che possiamo direttamente chiamare “legge sul conflitto di interessi” legge che oggi ha un nome, “Frattini”, ed un contenuto a dir poco ridicolo, se commisurato appunto alla “fattispecie” che dice di normare, ma, ripeto, vorrei attirare l’attenzione di chi mi legge in particolare su queste parole di Violante:
“… nonostante … avessimo dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni…”.Nonostante … ma nonostante chi? Chi ha potuto dichiarare eleggibile Berlusconi nonostante sia vigente sin dal 1957 la Legge 361 che al suo articolo 10 dichiara non eleggibili al Parlamento “coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni…”Per rispondere alla domanda (con pedanteria, con un riassuntino, non certo con saccenteria o con la presunzione di svelare a chi mi legge quanto magari conosce benissimo) occorre partire dall’Art. 66. della Costituzione che afferma come “Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità.”
Da questo articolo infatti discende l’esistenza in vita di un organo parlamentare presente sia alla Camera che al Senato che si chiama Giunta delle elezioni, che nei due rami del Parlamento si compone di trenta deputati e ventitré senatori nominati rispettivamente dai Presidenti delle due Camere e assolve la funzione di verificare la regolarità delle operazioni elettorali e di riferire ciascuna alla rispettiva Assemblea sulle cause di ineleggibilità, incompatibilità e di decadenza previste dalla legge, formulando le relative proposte di convalida, annullamento o decadenza.Or bene, è la Giunta delle elezioni quindi, cui si riferisce Violante, quando afferma che “abbiamo” dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni…”. O per meglio puntualizzare, i componenti dei DS-PD che di volta in volta in Giunta della Camera, hanno sempre appoggiato l’eleggibilità del Cavaliere.
Per essere più preciso, ricorro alle parole del prof. Paolo Sylos Labini, che sull’Unità del 24.11.2001, replicando all’On. Massimo D’Alema che all’epoca negava quanto poi, solo pochi mesi dopo, avrebbe riconosciuto pubblicamente Violante, affermava:“A suo tempo, quando, per far rispettare quella legge, io ed altri amici costituimmo un gruppo di pressione, intorno al quale fu fatto un vuoto pneumatico, mi documentai con scrupolo; ho con me vari documenti. Così, negli atti della Giunta per le elezioni della Camera di mercoledì 20 luglio 1994 a pagina 3 risulta che l’unico oppositore fu il deputato ds Luigi Saraceni, che, come dichiarò ad un mio amico del gruppo di pressione e come mi ha confermato oggi per telefono, prese la decisione autonomamente: i suoi colleghi ds votarono a favore. Tutto questo avveniva nel 1994, quando la maggioranza era del cosiddetto centrodestra. Anche più grave è ciò che accadde dopo le elezioni del 1996: allora la maggioranza era del centrosinistra ma non ci fu nessuna opposizione; anche in questo caso ho gli atti della Giunta - martedì 17 ottobre, pagine 10-12.”
Come oggi ben sappiamo anche nelle successive legislature la Giunta delle elezioni della Camera, nella seduta del 18 aprile 2002 e nella seduta del 26 ottobre 2006, ha sempre archiviato per infondatezza i ricorsi e gli esposti presentati avverso l’eleggibilità del deputato Berlusconi, e per quanto riguarda poi l’attuale, di legislatura, alla Giunta presieduta dal 22 maggio 2008 dall’On. Maurizio Migliavacca, a suo tempo sherpa-fondatore del PD, si è pensato bene di non presentare nemmeno più un ricorso in merito.
Nel frattempo però, su iniziativa dei deputati Zaccaria, D’antona, ed altri, subito in apertura di legislazione, il 29 aprile 2008, è stato presentato una Proposta di Legge Costituzionale volta a modificare all’articolo 66 della Costituzione con l’introduzione della facoltà di ricorso alla Corte costituzionale contro le deliberazioni delle Camere in materia di verifica dei poteri.
E questo anche perché, come si legge nella documentazione a sostegno della proposta stessa …..
“Da un’analisi comparatistica risulta come nella maggior parte dei Paesi dell’Unione europea la verifica dei poteri spetti ad organi esterni al Parlamento (si vedano Svezia, Regno Unito, Portogallo, Spagna, Francia e Austria) mentre solo in Italia, Belgio, Paesi Bassi e Danimarca la verifica sia interna.”Per concludere questa analisi, propongo infine di prestare attenzione a quale artificio, davvero da “azzeccarbugli” di infimo ordine, sono ricorsi i parlamentari di maggioranza e di opposizione che si sono susseguiti al capezzale del “problema”, per dichiarare il “piduista” eleggibile “nonostante…. le concessioni” (per dirla ancora un’ultima volta con l’integerrimo Violante).Il fatto è che laddove nell’articolo 10 del testo della legge 361/57 si legge l’inciso «in proprio», deve intendersi «in nome proprio» e, quindi, la ratio della norma non risulta applicabile a chi, come il deputato Berlusconi, non risulta titolare di concessioni radiotelevisive in nome proprio, essendo la sua posizione riferibile alla società concessionaria solo a mezzo di rapporti di azionariato.Oggi le più importanti concessioni (a differenza di quanto immaginato dal legislatore degli anni quaranta e cinquanta) sono assegnate a società di capitali, e l’evoluzione degli assetti proprietari e delle architetture dei gruppi societari, nonché i profondi mutamenti dovuti allo sviluppo tecnologico e sociale, è sotto gli occhi di tutti, ma non abbastanza evidente, per impedire ad una classe politica fatta di “servi”, di scorgere che dietro quell’inciso c’era e c’è la possibilità di inchinarsi in “nome suo….”.
P.S. Devo la possibilità dell’ultima parte di questa mia, alla lettura di un dossier reperito in rete, approntato dal Servizio Studi della Camera dei deputati che illustra un progetto di legge cosi titolato: “Ineleggibilità dei soggetti che controllano società aventi rapporti contrattuali con lo Stato o titolari di concessioni o autorizzazioni di notevole entità economica - A.C. 2516 - presentato il 13 aprile 2007 dai deputati Franco Russo, Graziella Mascia e Frias Mercedes Lourdes……..del gruppo di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea ….. indovinate dove sono oggi i suddetti, e soprattutto, qualcuno dei riformatori, avrà rilanciato l’iniziativa in questa legislatura??????
commenti
Caro Vittorio,
come darti torto? E' chiato che non hanno fatto quella legge perché non hanno voluto fare quella legge. Aggiungo un fatto: altro responsabile della mancata approvazione di una norma decente credo sia l'on. Zaccaria. Costui insegnerebbe (se non fosse al parlamento), nella facoltà di giurisprudenza che frequento. Ebbene, nel 2007 è intervenuto nel nostro corso per un incontro, una specie di testimonianza dal parlamento. Gli ho fatto una domanda partendo dalle parole di Violante che proprio pochi giorni prima aveva parlato di "una nuova disciplina del conflitto di interessi, che, pur riprendendo l'ispirazione di fondo della legge Frattini, pervenga ad una più compiuta definizione normativa della materia". Feci notare a Zaccaria che «si era candidato dicendo di volere "una legge opposta alla legge Frattini", oggi ci vengono a dire: "stessa ispirazione di fondo". » La sua risposta? Dopo una serie di ambigui arzigogoli tecnici concluse lapidario: "non sarà una legge come la volevano i girotondi ma sarà comunque una buona legge". Cosa vogliamo più della confessione reiterata?
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