Sono una convinta sostenitrice di Internet, ritengo che è un eccellente mezzo di informazione e di comunicazione rapido ed efficace, un filo che ci unisce in tempo reale, e pertanto un preziosissimo mezzo per iniziative che ad esempio, in caso di emergenza, possono mobilitare milioni di persone in poche ore.
Ma…se ci facciamo prendere dall’isteria del click, dall’attacco compulsivo del copia e incolla e dal feticismo del condividi, rischiamo di trasformare questo importante mezzo di comunicazione di massa, in un caos incontrollato di informazioni sbagliate e contraddittorie che possono, anziché agevolare e organizzare i lavori di una eventuale emergenza, creare gravi intralci, o quantomeno una confusione tale che, nella migliore delle ipotesi, ci fa venire voglia di chiudere la pagina web e rivolgerci alla parrocchia sotto casa per offrire il nostro personale contributo.
La peggiore delle ipotesi è che sia dia seguito a quanto ci viene proposto, in quantità industriali, nelle cassette di posta elettronica o nella nostra pagina di Facebook.
Mi riferisco ovviamente a quanto avvenuto in occasione del terremoto in Abruzzo. Lunedì mattina, ancora stordita per lo spavento della scossa che a Roma si è sentita molto bene, mi collego su Facebook e trovo la mia home page bombardata di annunci e inviti di tutti i tipi, numeri telefonici sparati nell’etere come coriandoli, la posta elettronica piena di mail che invitavano a chiamare quella Protezione Civile, anzi no, quell’altra, anzi no la Croce Rossa…numeri di telefono privati, di strutture alberghiere, ospedali.
Capisco che è in atto un’isteria collettiva che, comodamente da casa nostra, ci fa sentire partecipi di aiuti e solidarietà che in molti casi non andrà oltre quel click tanto pericoloso quanto facile da eseguire.Mi rendo conto che i clickator del web condividono ogni notizia ricevuta sulla propria home page, propagando a ritmo vertiginoso, come virus invisibili, qualunque informazione senza soffermarsi un attimo a riflettere: sono vere e attendibili le notizie e gli inviti che sto diffondendo in tutta Italia? E infatti mentre alla radio, già lunedì sera, stanno dicendo di non mandare più sangue, che ne hanno a sufficienza, e che quello ricevuto in più non saprebbero dove metterlo, continuo a ricevere a oltranza inviti a donare sangue sul mio Facebook, per altri due giorni ancora.
Stufa del web, decido di seguire le notizie in diretta su una radio locale di Roma, Radio Rock, che si offre come punto di raccolta di generi di prima necessità da inviare in Abruzzo.
E’ l’unico invito che pubblico sulla mia home page di Facebook, perché ne sono certa.
Vorrei anzi soffermarmi un momento a ringraziare questi splendidi DJ che sono riusciti ad organizzare un evento tale che ne parleranno la sera al TG Regione: gli ascoltatori della radio infatti affluiscono così numerosi da tutta Roma, che nel giro di poche ore raccoglieranno talmente tanta roba che saranno necessari 31 camion, messi a disposizione sempre dagli ascoltatori, e uno dell’esercito, per trasportare tutto il materiale raccolto. Ieri mattina sono partiti alla volta dell’Abruzzo e dopo poche ore la roba era già nelle mani dei cittadini abruzzesi. Senza click.