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La California decide sui matrimoni gay. Una questione di diritto.
 
di Matteo Fallica

Dopo quattro mesi dal referendum che ha di fatto abolito il matrimonio tra coppie dello stesso sesso, il 5 Marzo scorso la Corte Suprema della California ha iniziato la tanto attesa audizione che ha permesso alle associazioni in difesa dei diritti delle coppie omosessuali di presentare ricorso contro la cosiddetta Propositon 8 (Proposizione 8).

Durante l’audizione, i giudici della Corte – gli stessi che avevano reso legali i matrimoni omosessuali in California – hanno potuto ascoltare i pareri di coloro che sono a favore dei matrimoni tra coppie dello stesso sesso, e coloro che sono contrari, cioè i promotori della Proposizione 8.

Il verdetto della Corte sarà reso noto entro 90 giorni, ma i giudici hanno fermamente indicato che, secondo il loro parere, il referendum abolisce il diritto per le coppie omosessuali di unirsi in matrimonio, ma comunque non annulla i 18.000 matrimoni già sanciti prima che la proposta fosse stata votata. Il giudice Marvin Baxter, infatti, nonostante sia il membro della Corte più conservatore, ha osservato che le coppie omosessuali sposate hanno ricevuto tale diritto dalla “più alta corte dello Stato” – “Come possiamo rinnegare la validità di tali unioni?” ha chiesto il giudice.

Senza dubbio, questa decisione è stata comunque abbastanza deludente per tutti coloro che sostengono i matrimoni omosessuali.

La campagna più costosa

L’iniziativa del referendum per abolire i matrimoni omosessuali, è stata di sicuro la campagna più costosa mai effettuata, almeno per quanto riguarda un tema di interesse sociale. Le due fazioni, infatti, sia quella a favore sia quella contro la proposizione8, hanno speso complessivamente più di 80 milioni di dollari.

Durante l’audizione della Corte, lo scorso 5 Marzo, altri cortei hanno sfilato nelle strade davanti al palazzo di giustizia, a San Francisco.

Gli avvocati che sostengono i diritti gay, sostengono che questo referendum ha eliminato un diritto fondamentale di una minoranza che è sempre stata discriminata, ancor più in questo momento. Kennard, una delle più grandi sostenitrici dei diritti omosessuali, ha fatto notare più volte che la Proposizione 8 era composta da solo 14 parole, ed è riuscita a spazzare via il diritto di matrimonio, sancito dalla Costituzione.

Inoltre, Shannon Price Minter, un avvocato del Centro Nazionale per i diritti delle Lesbiche, ha aggiunto che questo referendum ha spogliato il matrimonio di un elemento fondamentale: “il diritto di essere trattati con eguale diritto e rispetto”. L’iniziativa non ha soltanto tolto la parola “matrimonio”, ha detto la Minter. “Non ci interessano la parola in sé” ha aggiunto “qui il punto è l’uguaglianza”.

Una questione di termini

Il giudice Ming W. Chin, ha sollevato una proposta di alcuni studenti, secondo i quali la Corte potrebbe appoggiare la Proposizione 8, sostituendo poi la parola “matrimonio” con quella di “unione civile”. Qualora sia la parola in sé a creare problemi.

L’avvocato Christopher Krueger, ha sostenuto con estrema fermezza che il referendum che abolisce i matrimoni per le coppie dello stesso sesso dovrebbe essere assolutamente cambiato, perché distrugge un “inalienabile diritto” senza alcun tipo di giustificazione.

Andrew Pungo, un avvocato sostenitore della Proposizione 8, ha dichiarato che lui e i suoi sostenitori “erano molto contenti di come fosse andata l’audizione”. Ha poi aggiunto che riteneva molto “ambiguo” il fatto che la Corte appoggiasse la causa portata avanti dal referendum ma, allo stesso tempo, “permettesse ad alcuni matrimoni tra omosessuali di essere ancora riconosciuti”.

Diritto Inalienabile

Ci sembra giusto, inoltre, provare ad analizzare le due diverse posizioni a proposito del “diritto inalienabile”. I sostenitori dei diritti per gli omosessuali, considerano diritto inalienabile la possibilità di una coppia dello stesso sesso di unirsi in matrimonio, ed essere quindi equiparata alle coppie eterosessuali. Per i promotori del referendum contro i matrimoni gay, invece, il “diritto inalienabile” sta proprio nel fatto di poter modificare, come cittadini americani, la propria Costituzione in modo democratico.

A questo punto non ci resta che attendere il verdetto della corte, il quale speriamo non si faccia attendere a lungo. Ad ogni modo, le associazioni a favore del matrimonio tra coppie omosessuali, anche nel caso in cui la corte esprima un parere negativo a proposito delle loro proteste, hanno promesso che le battaglie per ottenere parità di diritti non si fermeranno di certo.


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