<%@LANGUAGE="VBSCRIPT" CODEPAGE="1252"%> termovalorizzatori, versilia, inceneritori rifiuti, francesco bertolucci
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Una catastrofe. E poteva essere peggiore.
di Francesco Bertolucci
 


Sembra una contraddizione visto l'alto numero dei morti, al momento in cui scrivo se ne contano ben 22 (dati gli ustionati gravi con lesioni oltre il 70% però, sfortunatamente la lista è destinata ad aumentare sensibilmente) ma, senza nulla togliere all'insestimabile valore di ogni vita che ci ha lasciato per la quale anche se le vittime fossero state una ed una soltanto sarebbe stata comunque una tragedia, è la cruda verità.


Vuoi per casualità o per bravura dei macchinisti, l'incidente, in termini di vittime, poteva raggiungere toni ancora più apocalittici.
Il treno, portante 14 vagoni cisterna carichi di Gpl, (35 metri cubi di gas di petrolio liqueffatto cadauno) ha effettuato una specie di deragliamento dolce nel quale il primo vagone, legato alla locomotiva dal braccio meccanico rugginoso che si è poi spezzato, è caduto su di un fianco ed ha velocemente cominciato a versare il suo contenuto. Da lì a poco, una scintilla della quale non si sa ancora l'origine, vuoi i binari incandescenti, le lamiere roventi o qualsiasi altra cosa, ha dato via all'inferno.
Uno scenario inimmaginabile.


Il gas, che si è propagato in direzione delle case, una volta incendiatosi ha messo a ferro e fuoco la piccola strada che corre parallela alla ferrovia, via Ponchielli, reso un colabrodo un sovrappasso di cemento armato con l'anima in acciaio, fuso rame, alluminio, auto e tutto ciò che incontrava, distruggendo con l'onda d'urto provocata anche edifici distanti più di un centinaio di metri dal luogo dove si era sviluppato il rogo, come la pubblica assistenza della Croce Verde in via Garibaldi.
“Peggio de L'Aquila” come ammettono, non volendo assolutamente sminuire quella immane tragedia, alcuni volontari che hanno prestato soccorso anche nella città abruzzese.


E, come detto, poteva andare peggio.
Il convoglio, ha iniziato il suo deragliamento all'altezza del supermercato Esselunga dove, nei pressi e praticamente ad un palmo dai binari, è sita la centrale elettrica.
Se, come da prassi, i macchinisti avessero effettuato una frenata brusca e non avessero cercato di portare il treno il più lontano possibile dal centro abitato, come suggerito dal capostazione di Viareggio e dal manovratore, con molta probabilità i vagoni, o perlomeno quello che poi ha dato il via alla strage, sarebbero caduti con forza ed avrebbero dato il via ad una esplosione, aiutati magari anche dalla vicina centrale.


Una eventualità questa, che si sarebbe potuta verificare anche se, rimanendo nel luogo dove si è consumata la tragedia, al posto che dirigersi verso le case il Gpl si fosse mosso in direzione delle altre cisterne che, una volta avvolte dalle fiamme, sarebbero deflagrate.
“Se fosse esploso anche un solo vagone cisterna, questo avrebbe fatto da detonatore per gli altri 13 - spiega il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Firenze, Giuseppe Romano, che ha coordinato i soccorsi lunedì notte – con un esplosione che avrebbe dato vita ad un FireBall (detto anche Bleve), ovvero una gigantesca palla di fuoco che avrebbe usato come proiettile tutto ciò che incontrava”.
La conseguenza della deflagrazione?
“Sarebbero stati distrutti numerosi quartiere se non la città intera” commenta ancora Romano.
Detto questo, tralasciando che la città conta circa 64 mila abitanti, non voglio dire che sia andata bene perchè quando muoiono delle persone, sarebbe da idioti affermarlo.
Meglio, sarebbe andata soltanto se chi di dovere si fosse accertato che queste bombe viaggianti non fossero state sistemate su di un carrello vecchio di 35 anni. ("... il carro che ha provocato l'incidente di Viareggio è stato omologato nel 2004 ma che la componentistica di sicurezza è in realtà molto più antica: risale al 1974 ed era stata fabbricata nella ex Germania Est." - M.Moretti, a.d. delle FFSS, audizione al Senato 2/7/09)
Se fosse esistito un controllo serio ed accurato ogniqualvolta che una di queste cisterne si metteva in viaggio.
Se si fosse dato risalto a chi diceva che praticamente non esistevano i controlli ed è stato licenziato.
Se si provvedeva a mettere non poche, ma più e più misure di sicurezza attorno ad ognuno di questi contenitori di modo che, a rigor di logica e vista la pericolosità del contenuto, non dovrebbero crear pericoli nemmeno se vi venisse lanciata contro una granata esplosiva.


Se si fosse data importanza alla tragedia sfioratasi a Prato circa una settimana prima, quando un treno merci trasportante sostanze chimiche tossiche è deragliato spezzando di fatto l'Italia in due ma senza conseguenze, invece di accorrere solo quando, in virtù dell'assioma giornalistico sangue=vendite e di quello politico morti=voti, il tutto fa notizia ed ha risalto internazionale, sarebbe stata un'altra storia.
Probabilmente, tutto ciò non sarebbe accaduto.
E Rosario, Luca, Elena, Ilaria, Michela, Haiad, Mario e tutti gli altri sarebbero ancora vivi, così come i feriti non sarebbero tali
Allora sì che sarebbe andata meglio.
E non si sentirebbero persone parlare di “fatalità” quando tutto questo, è stata una cosa ed una soltanto: una strage annunciata.


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