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Depressione, ansia e disturbi del sonno. Ecco cosa può causare l'inquinamento.
di Francesco Bertolucci
Aumenta l'inquinamento ed aumentano le malattie dell'umore. Di per sé, un dato che non sembrava da correlare. Almeno fino ad ora. Recenti studi infatti, hanno dimostrato che l'inquinamento, può essere la causa scatenante o un aggravante di malattie come la depressione, l'ansia, disturbi del sonno, malattie a carattere cardiocircolatorio e malattie che hanno come primo sintomo la depressione secondaria. Per saperne di più, abbiamo chiesto a Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di psichiatria dell'Azienda ospedaliera Fatebenefratelli-Oftalmico di Milano.
Dottor Mencacci, l'inquinamento può incidere anche sulle malattie dell'umore? Se si, in che maniera? “Si, può incidere. E molto. In primo luogo comunque, bisogna riconoscere il tipo di inquinamento. Quello che maggiormente disturba ed incide su queste tipologie di malattie è l'inquinamento sonoro seguito da quello luminoso. Quello sonoro, in modo specifico, induce un innalzamento di catecolamine e cortisolo, due indicatori specifici di stress. Entrambe queste cose possono dare ansia, disturbi di natura psichica e successivamente, problemi all'apparato cardiocircolatorio.
Quello luminoso invece, passando attraverso la retina agisce sugli ormoni che regolano il ciclo sonno-veglia, come la melatonina, e può indurre disturbi del sonno, anche alterandolo, disturbi psichici, ansia, depressione, perdita o aumenti di peso, disturbi a carattere cardiocircolatorio e via dicendo. Vi è anche un altro tipo di inquinamento che incide, ovvero quello dovuto alle polveri sottili. Studi scientifici, dimostrano che i disturbi respiratori che derivano da queste polveri, possono esser correlati alla depressione”.
Nel caso delle polveri, esiste una sensibile differenza di patologie riscontrate tra zone più e meno inquinate? “È stato dimostrato che, gli adolescenti che crescono in aree urbane o in zone con concentrazioni di queste polveri, hanno un minor assorbimento di vitamina B e di conseguenza sono più soggetti alla depressione”
Come fanno ad arrivare certe sostanze al cervello e, di queste, ve ne è una che incide più della altre? “Vi arrivano per via inalatoria. Lo scambio a livello di alveoli polmonari è abbastanza rapido. La sostanza che vi arriva e che fa maggiormente male al cervello è il monossido di carbonio (co2). Il suo alto grado di tossicità, fa si che possa agire sull'aspetto cognitivo, portare ad anomalie di tipo comportamentale, confusione, facile distraibilità ed un aumento di difficoltà nel rimanere in uno stato di veglia”.
Ci sono altre possibili malattie psicologiche/psicosomatiche che potrebbero derivare dall'inquinamento? “Dall'inquinamento possono derivare, tra le altre, ansia e depressione. In un soggetto che ha una sua vulnerabilità, l'inquinamento può essere o una aggravante, come nel caso delle polveri sottili, se non una causa scatenante, come nel caso dell'inquinamento acustico e luminoso”
L'inquinamento può incidere anche su malattie che hanno talvolta come primo sintomo la depressione secondaria come ad esempio sclerosi multipla, morbo di Parkinson, morbo di Cushing, lupus...? “L'ambiente, come ha evidenziato il progetto Genoma, gioca un ruolo molto significativo nelle modificazioni genetiche. L'epigenetica infatti, ovvero un mix tra la genetica di cui siamo portatori e l'ambiente, ha dimostrato che l'impatto ambientale su tali malattie, è forte”
Esiste un modo per depurare il cervello da queste sostanze oppure, considerando il grande tasso di inquinamento presente attualmente nell'aria, possiamo solo disporre di rimedi che limitano l'azione di questi elementi nocivi? “In ogni caso, abbiamo modalità di mantenere vive le nostre difese con l'attività fisica. Paradossalmente, l'attività fisica è buona non solo per il fisico ma anche perchè mantenendo attiva la parte celebrale si contrasta l'attività tossica delle sostanze che ci danneggiano. È un piccolo ma importante contributo”
Ma, ad esempio, svolgendo attività fisica in luoghi inquinati non rischiamo il classico gatto che si morde la coda? “No perchè anche venendo colpiti dall'inquinamento mentre facciamo esercizio, proprio con l'attività fisica grazie a tutto ciò che riesce a svolgere per l'organismo, riusciamo a limitarlo”.
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